NutriAMOli con rispetto. L’alimentazione del neonato e del bambino non è solo questione di cibo

“Il mio bambino non mi mangia”.
“Mia figlia non mangia abbastanza”.
“Mio figlio non mangia come dovrebbe”.

Queste sono solo alcune delle frasi più comuni che una madre confida, tra vergogna e preoccupazione, al pediatra dì riferimento nei primi mesi ed anni di vita del figlio.

Le affermazioni di per sè potrebbero essere considerate più che lecite e indice di una sana preoccupazione materna ma la verità è che ognuna di esse nasconde parecchie insidie, preconcetti e falsi miti sul tema dell’alimentazione infantile.

Per analizzare assieme questo delicatissimo argomento vorrei partire da un presupposto molto semplice, capace però di sorprendere proprio per la sua estrema semplicità: i bambini mangiano in modo adeguato ai loro bisogni.

Eh si, la cosa vi farà storcere il naso magari ma è proprio così!
E sapete perché sono capaci di autoregolarsi?
Perché ancora non hanno subìto i pregiudizi dell’epoca in cui gli è toccato vivere!

Certamente con gli anni anche loro, come noi adulti, mangeranno sulla base di motivazioni diverse, a seconda che sia Natale o che vogliano esibirsi in costume da bagno, ma per fortuna quando sono piccoli non conoscono le tabelle dei pediatri e tantomeno le indicazioni dell’OMS.

Quindi? Dove sta l’inghippo che fa insorgere tanti problemi con l’alimentazione dei bambini?

Il vero problema sta nel disequilibrio tra ciò che un bambino mangia è ciò che la sua famiglia spera che mangi.

Il più delle volte è un problema di aspettative di chi lo circonda.

Le tabelle dei pediatri (per altro c’è da dire che non ci si spiega come ogni pediatra abbia la sua), i commenti della suocera, i grafici, le curve di crescita e i percentuali… Vi siete mai domandati come sono stati costruiti, in quale epoca e in quale parte del mondo?

Io credo che la maggior parte delle persone non si ponga tali domande, non per ignoranza ma perché ci si è abituati a prendere “come oro colato” qualsiasi tabella capace di rassicurarci ed orientarci nella crescita dei bambini.

In tutto ciò cosa dimentichiamo?
Le basi!
Non tutti i bambini crescono allo stesso modo.
I ritmi di crescita sono speciali come lo sono i vostri figli.

Per non parlare delle variabili che incidono in questo processo di crescita:
• Peso alla nascita
• Nascita a termine o meno
• Allattamento al seno o meno
• Allattamento a richiesta o meno
• Temperamento del bambino
• Virus o malattie contratte di recente
• Patrimonio genetico ereditato ecc.

Alla luce di ciò mi chiedo e vi chiedo: come possiamo pensare che esistano tabelle in cui inserire e catalogare i nostri figli?

Mi piacerebbe sdoganare tanti falsi miti (ma sono veramente tanti) proponendovi dei punti fermi che invece potrebbero aiutarvi nei momenti più critici.

I bambini sanno di cosa hanno bisogno: tutti scelgono la loro dieta da quando nascono, all’inizio cambiando la composizione del latte materno a seconda del loro bisogno e, successivamente, ingerendo una quantità di calorie piuttosto costante ogni giorno (anche se le variazioni tra i pasti possono essere enormi).

Quindi, non costringere i bambini a mangiare dovrebbe essere la vera manifestazione d’amore e di rispetto per loro!

Al contrario, costringerli, obbligarli e forzarli genererà paura, ansia, terrore verso il cibo e i pasti, con conseguenze a cascata potenzialmente catastrofiche.
Per fortuna i bimbi sanno difendersi e vi mandano dei segnali quando state esagerando:
• Chiudono la bocca;
• Se non funziona allora la aprono ma la tengono aperta senza ingoiare;
• Se anche questo non funziona arrivano a vomitare!

Come comportarsi quindi?
Per prima cosa fidati di tuo figlio prima di chiunque altro;
Non obbligarlo mai a mangiare;
Offri seno e biberon a richiesta;
Ricorda che, mese per per mese, i neonati e i bambini prendono sempre meno peso e che questo è normale, non c’è da preoccuparsi!
Dal sesto mese puoi iniziare ad offrire altri alimenti in piccole quantità;
Ricordando che offrire significa che se vuole lo mangia altrimenti no.

E, la cosa più importante, chiediti sempre:
Io come sto? Sono in ansia rispetto alla sua crescita e alimentazione? O sono serena? Sono preoccupata durante i pasti? Accetto mio figlio sia quando mangia sia quando rifiuta?

Analizzarsi prima di analizzare è la chiave per trovare la strada giusta per voi e per i vostri bambini!

E se non riuscissi a trovarla o avessi dei dubbi in merito a quanto hai letto qui sopra puoi sempre chiedere aiuto, fare domande e esprimere le tue perplessità. Mi troverai pronta ad ascoltare la tua esperienza. A volte basta poco per ritrovare la serenità.

* Informazioni più approfondite con relativi studi scientifici e bibliografia è disponibile nel testo Il mio bambino non mi mangia di Carlos Gonzales.

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